In breve: Il gomito del tennista (epicondilite laterale) è un'infiammazione del tendine all'esterno del gomito. Nel tennis, le cause principali sono il rovescio a una mano con braccio teso, la tensione corde troppo alta e il grip sbagliato. Si risolve con riposo relativo, fisioterapia e correzione tecnica.

Gomito del tennista: cause, prevenzione e rimedi

Tra i problemi fisici più diffusi nei tennisti abituali, questa patologia manda più gente dal fisioterapista di qualsiasi altra. Tecnicamente si chiama epicondilite laterale: un'infiammazione del tendine del muscolo estensore del polso nel punto in cui si inserisce sull'epicondilo laterale del gomito, la protuberanza ossea all'esterno del braccio. La letteratura medica sportiva stima che colpisca tra il 40 e il 50% dei giocatori ricreativi nel corso della propria carriera tennistica (fonte: British Journal of Sports Medicine).

Il nome inganna: questa patologia non riguarda solo i tennisti. Nel tennis però ha meccanismi specifici che vale la pena conoscere, tanto per prevenirla quanto per gestirla quando arriva. La buona notizia è che nella grande maggioranza dei casi si risolve senza intervento chirurgico, con la giusta combinazione di riposo relativo, fisioterapia e correzione del gesto tecnico.

Le cause specifiche nel tennis

L'epicondilite laterale si sviluppa per tre ragioni principali nel tennis amatoriale:

Il rovescio a una mano con slice eseguito male. Se effettuato con il braccio teso al momento del contatto invece che con la corretta rotazione dell'avambraccio, scarica tutta la forza dell'impatto sul tendine dell'epicondilo. È la causa numero uno dell'epicondilite nei tennisti adulti che imparano il rovescio slice in età avanzata.

La tensione delle corde troppo alta. Una racchetta con corde ad alta tensione trasmette più vibrazioni al braccio a ogni impatto. Scendere di 2-3 kg nella tensione riduce il carico vibratorio in modo significativo. Molti amatori mantengono tensioni da giocatori avanzati senza averne la tecnica di assorbimento.

Il grip sbagliato per le dimensioni del manico. Grip troppo sottile (le dita toccano il palmo) o troppo spesso (nessuna presa solida): i muscoli dell'avambraccio si contraggono con uno sforzo maggiore del necessario. Ogni colpo è un micro-sforzo in più. Dopo alcune ore di gioco, il tendine accumula carico eccessivo.

Un fattore secondario ma frequente è colpire regolarmente fuori dal centro della racchetta (sweet spot). I colpi decentrati generano torsione che si scarica sul braccio. Con la stanchezza, i colpi decentrati aumentano, e con loro il rischio di infiammazione. Leggi gli errori tecnici più comuni nel tennis per capire se il tuo gesto è tra le cause.

Prevenzione: cosa fare prima che arrivi il dolore

Non serve aspettare il dolore per agire. Tre abitudini concrete riducono il rischio:

Rinforzare i muscoli dell'avambraccio. Esercizi con elastico (extension del polso, supination) tre volte a settimana bastano per costruire resistenza tendinea. Dieci minuti per sessione. I professionisti lo fanno sistematicamente come prevenzione: per un amatore, partendo da una base muscolare inferiore, è ancora più utile.

Controllare la tecnica del rovescio. Se usi il rovescio a una mano, chiedi a un maestro di verificare che il braccio non sia teso al momento del contatto. Il rovescio bimane, per sua natura, riduce il rischio di epicondilite rispetto al rovescio a una mano con slice.

Scegliere una racchetta adeguata al proprio livello. Una racchetta con testa grande (100+ sq in) e flessibile trasmette meno vibrazioni. Una racchetta rigida con testa piccola (95 sq in) è il profilo di rischio più alto. La guida su come scegliere la racchetta da tennis ha una sezione dedicata alle caratteristiche rilevanti per il braccio.

Cosa fare quando il dolore arriva

Il protocollo nelle prime 48-72 ore è il RICE:

  • Riposo relativo (non totale: smettere di giocare, non di muoversi)
  • Ice/Ghiaccio: 15-20 minuti, 3-4 volte al giorno, con un panno tra il ghiaccio e la pelle
  • Compressione leggera con una fascia elastica
  • Elevazione del braccio quando possibile

Dopo la fase acuta:

Fisioterapia. Il massaggio trasverso profondo (MTP) e gli ultrasuoni sono i trattamenti più efficaci per l'epicondilite laterale. Sei-otto sedute bastano di solito per i casi lievi-moderati. Non aspettare settimane prima di consultare un fisioterapista.

Fascia per epicondilite (counterforce brace). Indossata durante il gioco, riduce la trazione sul tendine. Non risolve il problema alla radice, ma permette di continuare a giocare con meno dolore mentre si lavora sulla causa.

Quando smettere di giocare. Se il dolore supera 4/10 durante o dopo la sessione, fermati. Andare avanti con dolore forte non solo prolunga il recupero: rischia di cronicizzare la patologia.

Quando vedere un medico. Se il dolore persiste oltre 6-8 settimane di trattamento conservativo, o se compare gonfiore evidente all'esterno del gomito, è il momento di una valutazione ortopedica. Le iniezioni di PRP (plasma ricco di piastrine) sono un'opzione efficace per i casi resistenti.

Gli errori tecnici che continuano a caricare il tendine rallentano qualsiasi trattamento. Prima di tornare a giocare a pieno regime, lavora sulle cause. La preparazione fisica per tennisti è il punto di partenza per costruire la resistenza che previene il ritorno del dolore.

Nota: Questo articolo è a scopo informativo e non sostituisce la valutazione di un medico o fisioterapista. In caso di dolore persistente, consulta uno specialista.

Domande frequenti

Quanto dura il gomito del tennista?

Nei casi lievi-moderati, 4-8 settimane di trattamento conservativo (fisioterapia e riduzione del carico) portano a una risoluzione completa. Nei casi cronici trascurati, il recupero può richiedere 3-6 mesi. Intervenire presto è la variabile che fa più differenza.

Posso continuare a giocare a tennis con il gomito del tennista?

Dipende dall'intensità del dolore. Se è lieve (1-2 su 10) e non peggiora durante o dopo il gioco, puoi continuare con cautela usando una fascia per epicondilite. Se supera 4 su 10 o persiste dopo la sessione, fermati: continuare accelera il danno tendineo e prolunga il recupero totale.

Il vibrastop protegge dall'epicondilite laterale?

No. Il vibrastop riduce marginalmente le vibrazioni percepite dalla mano ma non protegge il tendine dall'epicondilite. La prevenzione vera passa da tecnica corretta, grip adeguato alle dimensioni del manico e tensione delle corde appropriata al proprio livello di gioco.

Autore: Redazione The Boldset | Media digitale tennis IT | Pubblicato: 13 giugno 2026 | Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2026

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