Quando i commentatori dicono che Sinner «deve difendere tantissimi punti» a Wimbledon, non è un modo di dire. È il meccanismo centrale del ranking ATP: i punti scadono esattamente 52 settimane dopo essere stati guadagnati. Se l'anno scorso hai vinto Indian Wells (1.000 punti) e quest'anno esci al secondo turno (45 punti), perdi 955 punti di botto. Anche se nel resto della stagione hai giocato benissimo.
Si chiama «rolling 52-week ranking», ed è il motivo per cui la classifica ATP si muove in modo così dinamico. Non basta vincere: bisogna continuare a vincere negli stessi tornei, anno dopo anno.
Come si guadagnano i punti: la tabella tornei e turni
Non tutti i tornei valgono lo stesso. Il circuito ATP è diviso in categorie precise, ognuna con un tetto di punteggio diverso.
| Categoria torneo | Punti per vincere | Esempi |
|---|---|---|
| Grand Slam | 2.000 | Roland Garros, Wimbledon, US Open, Australian Open |
| ATP Finals | 1.500 | Torino (solo i top 8 dell'anno) |
| Masters 1000 | 1.000 | Indian Wells, Madrid, Roma, Cincinnati |
| ATP 500 | 500 | Dubai, Barcellona, Washington |
| ATP 250 | 250 | Montpellier, Marrakech, Eastbourne |
Il vincitore prende il massimo. Chi perde in finale prende circa il 60%, e il punteggio scende a ogni turno precedente. Un primo turno vale tra i 10 e i 45 punti a seconda della categoria: pochi, ma ogni punto pesa quando la classifica è tirata.
Perché "difendere i punti" cambia tutto il modo di pianificare la stagione
Difendere i punti non è un'espressione astratta. È il motore reale delle scelte tattiche durante la stagione.
Prendiamo un caso concreto. Un giocatore vince un Masters 1000, diciamo Indian Wells. Guadagna 1.000 punti. L'anno successivo, quelle 1.000 unità sono «in scadenza» nella settimana stessa di Indian Wells. Se si ritira per infortunio: 0 punti, -1.000 netti. Se perde al primo turno: 10 punti, -990 netti. Per restare fermo in classifica dovrebbe almeno replicare il risultato dell'anno prima.
Ecco perché i giocatori al vertice del ranking hanno stagioni così frenetiche. Non si tratta solo di giocare per vincere: si tratta di non perdere posizioni su un calendario che non smette mai di girare. Per approfondire come si struttura il circuito intorno a questi tornei, leggi la guida ai Masters 1000.
ATP e WTA: il ranking femminile funziona allo stesso modo?
Sì, con qualche differenza nei tornei obbligatori. Anche il ranking WTA usa il sistema rolling a 52 settimane con lo stesso principio di difesa dei punti. Le categorie si chiamano diversamente (WTA 1000, WTA 500, WTA 250), ma la logica è identica.
La differenza principale riguarda il numero di tornei con partecipazione obbligatoria per i top player. Nel circuito ATP i giocatori nelle prime posizioni devono giocare tutti i Masters 1000, salvo eccezioni. Nel WTA la struttura obbligatoria è leggermente più flessibile. Il meccanismo che governa i movimenti in classifica, però, è esattamente lo stesso. Scopri come si articola il calendario dei quattro Grand Slam, che valgono il doppio di qualsiasi altro torneo.
Autore: Redazione Boldset — Media digitale tennis IT · Pubblicato il 15 maggio 2026 · Ultimo aggiornamento: maggio 2026
Domande sul ranking ATP
D: Quanti punti ATP servono per entrare nella top 100?
R: Il numero cambia ogni settimana. Indicativamente servono tra i 400 e i 600 punti per stare nella top 100. Dipende molto dal periodo: dopo i Grand Slam la soglia si alza, nelle settimane vuote scende. Per la situazione aggiornata, la classifica live è su ATP Tour.
D: Cosa succede al ranking di un giocatore se salta un torneo per infortunio?
R: Perde tutti i punti guadagnati in quello stesso torneo l'anno prima. Se aveva 1.000 punti da Indian Wells e si ritira, quella settimana il totale scende di 1.000. L'ATP prevede alcune eccezioni per infortuni gravi, ma il principio resta: nessuna difesa, nessun punto.