In breve: Il tennis dopo i 40 anni è possibile e adatto, purché si rispettino le regole su recupero, riscaldamento e attrezzatura. Iniziare o riprendere da adulti richiede un approccio diverso rispetto ai 20 anni, non uno sforzo maggiore.

Tennis dopo i 40 anni: si può iniziare o riprendere?

La risposta diretta è sì. Il tennis è uno degli sport più adatti ai 40 anni in su, perché premia la tecnica più della potenza e si può giocare a qualsiasi livello senza bisogno di correre come un ventenne. I professionisti terminano la carriera tra i 35 e i 38 anni per ragioni di competitività ai massimi livelli mondiali, non perché il corpo non regga più il tennis. Per un amatore che vuole restare in forma, divertirsi e fare sport all'aria aperta, l'età non è un ostacolo.

Quello che cambia dopo i 40 è il modo in cui si affronta il gioco: più attenzione al recupero, riscaldamento obbligatorio, e qualche accorgimento sull'attrezzatura. Chi capisce questi tre punti e li mette in pratica non solo gioca bene, ma si diverte di più — perché smette di lavorare contro il proprio corpo e inizia a lavorare con esso.

Cosa cambia fisicamente dopo i 40

Il recupero muscolare rallenta. A 40 anni un allenamento intenso richiede 48 ore di recupero anziché 24: giocare due giorni consecutivi con la stessa intensità di un ventenne porta rapidamente a dolori muscolari e, nel tempo, a infortuni da sovraccarico. La soluzione non è fare meno, ma distribuire meglio: tre sessioni a settimana con un giorno di riposo tra l'una e l'altra sono più produttive di cinque giorni consecutivi.

Le articolazioni — ginocchio, caviglia e spalla in particolare — tollerano meno gli impatti ripetuti. Sul cemento questo si sente di più che sulla terra o sul sintetico. Non è una ragione per non giocare: è una ragione per scegliere la superficie giusta e per non saltare il riscaldamento.

Il riscaldamento: obbligatorio, non opzionale

A 20 anni ci si scalda in cinque minuti di scambi lenti. A 40, non basta. Prima di ogni sessione di gioco servono almeno 10-15 minuti di lavoro preparatorio: mobilità delle articolazioni (caviglie, ginocchia, anche, spalle), attivazione muscolare leggera (skip, passi laterali), e solo dopo i palleggi lenti. Il riscaldamento riduce il rischio di stiramenti ai polpacci e ai flessori, che sono gli infortuni più comuni tra i giocatori adulti che riprendono dopo una pausa.

Per un protocollo dettagliato di riscaldamento prima di scendere in campo, leggi come riscaldarsi prima di una partita di tennis. Dieci minuti in più prima di ogni sessione cambiano il modo in cui si sta in campo nelle due ore successive.

Come impostare le prime sessioni

L'errore più comune di chi riprende dopo anni di pausa è quello di voler subito tornare al livello di prima. Il corpo non lo permette, e forzare produce infortuni invece che progressi. Le prime tre o quattro settimane devono servire a riprendere il gesto tecnico e la coordinazione, non a fare punti o a giocare partite competitive.

Sessioni di 60-75 minuti sono più produttive di sessioni da due ore per chi inizia o riprende. La stanchezza muscolare nella seconda ora cambia la tecnica in peggio, e allenarsi con una tecnica deteriorata crea abitudini difficili da correggere. Meglio uscire dal campo con ancora energia, che restare fino all'esaurimento.

Se si parte da zero e non si ha mai giocato, leggere come iniziare a giocare a tennis dà una mappa delle prime cose da imparare. Per trovare un maestro che lavori con adulti, la guida su come scegliere un maestro di tennis spiega cosa chiedere prima di iniziare un ciclo di lezioni.

Attrezzatura giusta per chi gioca dopo i 40

La racchetta fa differenza sul carico al braccio e alla spalla. Per chi ha avuto o ha problemi al gomito, una racchetta con testa più grande (mid-plus o oversize, 98-105 pollici quadrati) e con corde multifilamento o in budello riduce le vibrazioni trasmesse al braccio rispetto a un monofilamento teso alto. Non è una questione di stile di gioco: è una questione di biomeccanica.

Le scarpe con buona ammortizzazione laterale sono più importanti dopo i 40 che a qualsiasi altra età. La caviglia e il ginocchio assorbono ogni cambiamento di direzione: una scarpa che ammortizza bene riduce il carico cumulativo su questi due punti durante una sessione di 75 minuti. Vale la pena spendere qualcosa in più qui rispetto a qualsiasi altro componente dell'attrezzatura.

Domande frequenti

È troppo tardi per iniziare a giocare a tennis a 40 anni?
No. Il tennis si apprende bene a qualsiasi età, perché si basa sulla tecnica più che sulla potenza atletica. L'unica differenza rispetto a iniziare a 20 anni è che la progressione tecnica richiede un po' più di tempo, e che il recupero fisico tra le sessioni è più lungo. Con un buon maestro e un programma progressivo, un principiante di 40 anni può diventare un giocatore solido in 12-18 mesi.

Quante volte a settimana è giusto giocare a tennis dopo i 40?
Due o tre volte a settimana con un giorno di riposo tra le sessioni è il ritmo più equilibrato. Questo permette al corpo di recuperare senza perdere la continuità tecnica necessaria a costruire il gesto. Chi vuole fare più attività può integrare con allenamento fisico specifico (core, stabilità della caviglia) nei giorni senza racchetta.

Il tennis fa bene o fa male alle articolazioni dopo i 40?
Con le giuste precauzioni, fa bene. Il tennis migliora la coordinazione, la mobilità e la resistenza cardiovascolare. I problemi articolari emergono principalmente quando si trascura il riscaldamento, si gioca troppo di frequenza senza recupero, o si usa attrezzatura non adatta. Chi rispetta queste tre variabili può giocare attivamente anche dopo i 60 anni.

Autore: Redazione The Boldset — Media digitale tennis IT · Pubblicato il 15 giugno 2026 · Ultimo aggiornamento: giugno 2026

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